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La velocità della luce nello spazio vuoto è una costante universale,
ma nel vetro varia, sia pure di poco, al variare della frequenza,
come scoprì Newton con l'esperimento del prisma di vetro che
disperde la luce bianca nei colori dell'iride, come avviene
naturalmente nell'arcobaleno.
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La luce bianca contiene, invero, i sette
colori dell'iride, corrispondenti a frequenze diverse, che vengono
separate da un prisma di vetro, perché, attraversando il vetro,
vengono rallentate in modo diverso e quindi deviate in modo diverso.
Tutto ciò perché, quindi, la velocità della luce all'interno del
vetro è leggermente diversa al variare della frequenza.
Anche l'impulso luminoso immesso nella fibra ottica è formato, in
genere, da una banda di frequenza, che pertanto è soggetta a sia pur
piccole differenze di velocità nell'attraversare il vetro della
fibra.
Arrivando a destinazione queste diverse frequenze si separano, come
già avviene per la dispersione modale costituendo un altro limite
alla massima portata della fibra ottica.
Il problema si risolve, sia pure parzialmente, con l'uso del
LASER invece che del
LED, come generatore luminoso,
perché il diodo LASER ha, come si vede dal disegno accanto, uno
spettro di frequenze molto più stretto di quello del LED, e
determina, quindi, una dispersione cromatica inferiore e di
conseguenza comporta una portata della fibra molto maggiore.
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